Asportazione di neoformazioni cutanee benigne 

Le neoformazioni cutanee benigne sono i tumori in assoluto più frequenti e il loro trattamento è di competenza elettiva del chirurgo plastico.

Esistono diversi tipi di neoformazione cutanea benigna, nella maggior parte dei casi si tratta di nevi o cheratosi. Nel caso in cui determinino un disagio estetico, tutte possono essere asportate chirurgicamente.

La tecnica operatoria varia a seconda di dimensioni e localizzazione della neoformazione e va dalla semplice asportazione con sutura diretta dei margini della ferita per neoformazioni di dimensioni medio-piccole, all’escissione seriata (in più interventi successivi) per neoformazioni di maggiore estensione, fino alla necessità (rara) di ricorrere all’espansione cutanea nel caso di neoformazioni di grande ampiezza. Cambia pertanto la modalità dell’intervento, che può essere eseguito, a seconda dei casi, in regime ambulatoriale, di day hospital o di ricovero ordinario e in anestesia locale, sedazione o anestesia generale. Il decorso post-operatorio varia in base all’intervento.

Nella stragrande maggioranza dei casi è sufficiente un intervento ambulatoriale in anestesia locale.

L’asportazione di qualunque neoformazione dà origine a una cicatrice, la cui evoluzione dipende, in misura variabile, da caratteristiche cutanee individuali, qualità dell’intervento e gestione post-operatoria della ferita.

Per alcuni tipi di neoformazione cutanea benigna può essere indicato lo shaving, che consiste nell’asportazione tangenziale alla cute senza necessità di sutura e con esiti cicatriziali di scarsissima rilevanza.

L’asportazione di una neoformazione cutanea benigna consente, nel caso in cui sussista il minimo dubbio diagnostico, la conferma della sua natura mediante esame istologico.

 

DR. GABRIELE MEVIO

Specialista in chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva

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